Focus sul leasing
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Il leasing strumentale finanzia l'usato di qualità


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La locazione finanziaria ha sostenuto le Pmi anche nell’acquisto dell’usato di macchinari e impianti per la produzione, accompagnando una crescita  a piccoli passi. Il leasing di beni strumentali usati ha rappresentato una delle maggiori opportunità per quelle aziende che miglioravano la qualità e la quantità della loro produzione rilevando un macchinario ancora attuale, contribuendo anche all’aggiornamento produttivo dell’impresa venditrice che, a sua volta, acquisiva un macchinario più performante innescando un circuito virtuoso. Le società di leasing hanno affrontato questo comparto, rilevante per il numero di aziende coinvolte e il volume d’affari sviluppato, con spirito sempre guardingo, preoccupate dalle varie normative che si sono susseguite e dalle tante tipologie di raggiro che si sono trovate ad affrontare. Il rischio bene si è portato dietro problematiche legate al valore reale dell’oggetto, alle violazioni delle norme di legge e alle potenziali frodi. L’introduzione delle norme sulla sicurezza del lavoro e le più recenti norme comunitarie hanno contribuito a stabilire una linea di demarcazione definitiva: i macchinari usati in regola con le certificazioni e costruiti entro un preciso lasso di tempo sono finanziabili, mentre tutti gli altri sono fuori dal mercato del leasing.

Naturalmente può succedere di tutto e talvolta, la normativa è stata aggirata da rivenditori senza scrupoli e le richieste di leasing sono state inoltrate da richiedenti in un contesto di truffa (beni inesistenti, documentazione falsificata e così via), rivelando un sottobosco di operatori organizzati e fantasiosi. Il mondo del leasing si è visto costretto ad adottare procedure operative sempre più accurate, approfondire la cultura merceologica e la conoscenza dei mercati di riferimento e migliorare il sistema informativo, ricorrendo anche a una serie di servizi in outsourcing. 

Il mercato dei macchinari dove la formula del leasing è più diffusa (macchine utensili per i metalli e il legno, movimento terra/edilizia, grafico/editoriale) è alle prese con la crisi generale: la produzione industriale ristagna o è in flessione, le prospettive per i prossimi mesi sono rese più incerte dalla diffusione dei dati sugli ordinativi (-8,5% su ottobre 2007) e il clima di fiducia delle imprese manifatturiere è in forte peggioramento. Nell’ambito dei macchinari del movimento terra e l’edilizia i risultati del 2008 non sono incoraggianti a partire dalla tarda primavera, così come le aspettative per tutto il 2009, ma si spera nella ripresa delle grandi opere.

Un discorso a parte va fatto per i macchinari  tipografici usati, tradizionalmente i più durevoli e tra i più graditi del sistema leasing. Anche qui si risente della riduzione degli ordinativi ma resiste il settore delle aziende medio-piccole che, da qualche anno, rinnovano i processi di stampa ricorrendo spesso al leasing, cogliendo la possibilità di differire il pagamento utilizzando parte dei ricavi del lavoro di stampa e confezionando un contratto su misura in termini di anticipo (spesso legato alla cessione del precedente macchinario), cadenza dei canoni, valori di riscatto finale e durata medio–lunga, approfittando della disponibilità sul mercato europeo di impianti usati di qualità, di recente costruzione e tecnologicamente attuali, che permetterà loro di dare una risposta produttiva adeguata per almeno cinque-sette anni.

Fausto Batella



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