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28/04/2008 - Ore: 18.28
Ubuntu, Linux alla portata di tutti

L’ambizione della nuova versione di Ubuntu, la versione del sistema operativo Linux gratuita e pensata per un pubblico di non esperti, è notevole: costituire un’alternativa credibile al predominio di Windows nel mercato dei computer portatili e da tavolo. Un obiettivo davvero notevole, che punta non solo sulla gratuità ma anche su un’interfaccia graficamente gradevole e una semplicità d’uso paragonabile a quella di Windows. Ho provato Ubuntu 8.04 su due diversi pc, entrambi portatili, e l’impressione è molto positiva. Il maggior pregio di Ubuntu consiste proprio nello sfatare il mito di Linux come un sistema operativo riservato a smanettoni e guru del pc, dal momento che l’interfaccia grafica è ormai del tutto simile a quella di Windows, mettendo perfettamente a proprio agio che utilizza il pc per funzioni come la navigazione su Internet, la gestione della posta elettronica e la scrittura di documenti di testo, senza disdegnare neanche applicazioni multimediali come la visione di filmati o fotografie digitali o l'ascolto di brani musicali. Anche la stessa installazione non ha presentato alcun problema, e tutti i componenti dei due pc che ho utilizzato per la prova, un desktop Lenovo di tre anni fa, quindi non potentissimo, e un portatile HP Pavilion di ultima generazione, sono stati riconosciuti e settati correttamente e in pochi minuti. La nuova versione di Ubuntu, per di più, rende ancora più semplice provare a utilizzare il sistema operativo senza doverlo installare e modificare quindi in maniera irreversibile Windows e gli altri programmi e documenti. Basta infatti scaricare Ubuntu e masterizzarlo su di un cd per poi avviare il pc dal disco ottico e provare tutte le potenzialità del sistema, degradato solo nelle prestazioni rispetto a una vera e propria installazione.
A mio giudizio, però, Ubuntu non costituisce ancora una valida alternativa a Windows per la maggior parte degli utenti, pur confermandosi di gran lunga l'alternativa più interessante al sistema di Microsoft, decisamente più valida del mondo Mac. La stragrande maggioranza degli utenti privati che compra un pc, infatti, vuole innanzitutto avere la sicurezza di poter collegare poi al computer una serie di dispositivi senza problemi e difficoltà: dai telefonini multimediali per trasferire foto e messaggi a stampanti, scanner e webcam di ogni tipo e marca. Per non parlare delle decine di migliaia di software disponibili oggi per Windows, il cui numero aumenta di giorno in giorno offrendo tutte le alternative possibili per giocare, divertirsi, lavorare e svolgere al meglio ogni tipo di compito. Una possibilità non ancora possibile con Ubuntu, che offre di serie un pacchetto molto interessante e valido di programmi per di più gratuiti, ma non è certo espandibile come qualsiasi pc Windows. Una situazione ben nota agli utenti Apple, che troveranno in Ubuntu buona parte delle caratteristiche del MacOs, a partire dalla sicurezza ai virus, offerte per di più a un prezzo irresistibile. L'ambito perfetto per Ubuntu potrebbero così essere pc come l'ottimo Asus eee Pc, offerto a un prezzo allettante con una versione di Linus, Xandros, che a mio avviso non raggiunge certo le potenzialità notevoli di Ubuntu. Computer da non considerare alternative economiche a un pc Windows, ma dispositivi pensati innanzitutto per navigare su Web, senza però compromessi al ribasso né in termini di potenzialità nè di semplicità d’uso.

6 Commenti
Inviato il: 07/04/2010 10.55   
Da: anonimo
opinion

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Inviato il: 07/04/2010 10.49   
Da: anonimo
opinion
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Grazie

Inviato il: 07/04/2010 10.47   
Da: anonimo
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Inviato il: 27/12/2009 12.27   
Da: anonimo
pubblica amministrazione (informatica)
Chiedo ai guru dell’informatica (se sono tali dovrebbero sapere i costi dell’informatica)
perchè la pubblica amministrazione non utilizza questi sistemi oerativi open
(non pensano questi guru che così facendo si risparmierebbero una montagna di quattrini)


Inviato il: 14/10/2009 14.11   
Da: anonimo
e i soldi per gli applicativi ?? dimenticati?
il costo degli applicativiti Windows non è stato giustamente pesato nell’articolo!! ... perchè non si dice che con Linux l’utente utilizza applicativi che con Windows bisogna (o bisognerebbe) pagare diverse migliaia di euro??
e la semplicità nell’avere nuovi applicativi? con Linux li scarichi gratis e li intalli in pochi minuti, con Windows o spendi un sacco di soldi o te li devi far prestare, devi trovare il crack ... e sei nell’illegalità ... bella libertà!

Inviato il: 07/05/2009 05.19   
Da: anonimo
pippo
Scoperta dell’acqua calda

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